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Di Mattea Corsi

Diventare madre è un percorso che richiede più di 9 mesi di gravidanza.

Una madre prima di tutto è una donna che sta mettendo il proprio corpo a servizio di una vita nuova. È un corpo che si trasforma giorno per giorno per fare spazio ad una nuova creatura che in realtà la donna stessa non conosce direttamente ma che può cominciare a sentire presente dentro di sé. 

Ma cosa comincia a farsi presente?

Da parte del feto cominciano i primi colpetti, i primi movimenti all’interno della pancia; da parte della gravida cominciano i primi pensieri sul proprio senso di capacità nell’essere madre, nel sapercela fare, cominciano i primi dubbi e le prime fantasie, comincia a costruirsi un’idea di come sarà il bambino e di ciò che si desidera vivere in futuro.

Cominciano anche ad oscillare i gli stati d’animo che passano dalla gioia al timore, dalla serenità alla tristezza, dalla paura alla stanchezza.

La gravidanza è un momento particolare e unico per ciascuna donna e per ogni gravidanza che vive. Può stimolare emozioni diverse e contrastanti che richiamano il proprio vissuto di bambina, con desideri e bisogni più nascosti di un sé gioioso o sofferente e che richiama immagini fantasmatiche di famiglia che possono essere più o meno positive. Si intrecciano così nel presente momenti personali della propria storia che si manifestano tra i pensieri e le fantasie rispetto al proprio futuro come madre. 

Si può distinguere anche come il desiderio di gravidanza, che evidenzia in primo piano il bisogno narcisistico di provare che il proprio corpo funziona come quello della madre, sia diverso dal desiderio di maternità in cui prevale la disponibilità ad occuparsi e prendersi cura del bambino. La donna inizia ad identificarsi con chi accudisce e con chi viene accudito, essendo allo stesso tempo figlia di sua madre e madre di suo figlio. (Ammaniti, Canderoli, Pola, Tambelli,1995)

Si fa strada una nuova idea di sé che ha bisogno di tempo per integrare l’idea di donna che è diventata e di donna che vuole essere. Racamier amava dire:

“Ognuno di noi ha dentro una piccola parte irrisolta … quello che però fa di noi degli adulti e non dei bambini è la consapevolezza di averla”

Racamier

La consapevolezza di ciò che siamo, che viviamo, ma che non sempre ci permettiamo di dire e di riconoscere è ciò che ci permette di diventare adulti e aiuta i propri bambini a crescere.

Affrontare le proprie parti irrisolte rende la persona stessa un vero adulto che ha compreso la protezione che gli è stata data e di cui tutti i bambini hanno bisogno per crescere bene. Significa anche aver compreso l’importanza di soddisfare il bisogno di essere contenuti e guidati attraverso limiti e regole non facili da accettare, ma che una volta interiorizzate aiutano a diventare più forti e sicuri.

Per una madre non è facile trovarsi in mezzo a stati d‘animo diversi tra loro come succede quando si passa frequentemente il proprio tempo con i bambini: infatti nella coppia madre-bambino in cui la donna vive la relazione, in genere idealizzata, diventa difficile per la stessa accettare pensieri ostili e di rifiuto perché non è accettabile socialmente che una madre si senta così.

Questa trappola in cui si trova la madre è così insidiosa che è necessario l’intervento di forze esterne alla coppia, come il padre ed altre figure adulte significative, che dovrebbero intervenire per cercare di liberare la coppia madre –bambino. 

Permettere di esprimere e legittimare anche i momenti di rifiuto, che l’esperienza del diventare genitore porta inevitabilmente, contribuirebbe a diminuire il malessere che li accompagna e la paura sottostante di non essere all’altezza del ruolo. Aiuterebbe a sentire di fare davvero il meglio nell’essere genitori “sufficientemente buoni” e non perfetti, ma semplicemente genitori con i propri punti di forza, di fragilità e di insicurezze (Marcoli, A., 2011) tipiche dell’essere umano.

Bibliografia

Ammaniti, M., Canderoli, C.,  Pola, M., e Tambelli, R. (1995) Maternità e gravidanza. Milano: Raffaello Cortina Editore

Marcoli, A. (2011) La rabbia delle mamme Milano: Arnoldo Mondadori Editore

Racamier , P.C. (1993) Il genio delle origini Milano: Raffaello Cortina Editore

Racamier , P.C.,Taccani, S. (2007)Angoscia e depressione Edizioni del Cerro, Tirrenia