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Il tema dell’allattamento al seno porta con sé moltissime dicerie e falsi miti che a volte possono confondere le future mamme.

L’allattamento al seno, come per il travaglio e il parto, è una delle fasi della vita della donna che è unica per ognuna e non comparabile con esperienze altrui.

In vari articoli del nostro blog parliamo di allattamento, ma nell’articolo di oggi vogliamo soffermarci su un argomento a volte molto confuso: la mastite.

Che cos’è? Perché si manifesta? Come si manifesta? Come posso curarla? Come posso evitarla?

Proviamo a rispondere insieme a queste domande.

Per prima cosa, e lo ripeteremo molto spesso, se avete dubbi o domande sul vostro allattamento al seno è consigliabile farsi seguire da una figura sanitaria competente come un’ostetrica.

Ogni donna e ogni bambino sono casi unici e possono avere problemi diversi rispetto ad altri. Quindi le soluzioni che vanno bene per una donna/bambino, non è detto che vadano bene per un’altra.

Che cos’è la mastite?

Fatta questa piccola premessa possiamo dire che la mastite è un’infiammazione della ghiandola mammaria.

Ne esistono di diversi tipi e gradi. Possono essere acute o croniche.

La forma di mastite più comune è appunto quella forma di infiammazione della ghiandola mammaria che si manifesta in allattamento e questo tipo viene chiamata “mastite puerperale”.

La mastite può manifestarsi anche al di fuori del periodo dell’allattamento al seno, in diverse fasi della vita della donna. In questo caso viene chiamata “mastite non puerperale”.

Due forme di mastiti transitorie invece, causate da un eccesso di estrogeni, sono la “mastite del neonato” e la “mastite della pubertà”.

Comunemente quando si parla di mastite il più delle volte si fa riferimento all’infiammazione della ghiandola mammaria durante l’allattamento al seno (quella che abbiamo chiamato mastite puerperale).

In questo articolo usando solo il termine mastite intenderemo questo tipo in particolare.

Perché si manifesta la mastite durante l’allattamento?

Solitamente la manifestazione della mastite può avvenire nei primi tre mesi di allattamento e solo raramente si presenta più avanti. La mastite interessa i seni in modo monolaterale, cioè una mammella per volta.

La causa dell’infiammazione è da ricondurre alla presenza di batteri che, entrando nei dotti galattofori presenti nel seno, favoriscono la proliferazione e la successiva infiammazione della ghiandola.

La presenza e la proliferazione di batteri è favorita da alcuni fattori:

  • scarsa igiene locale: una pulizia del seno quotidiana è sufficiente;
  • dilatazione dei dotti galattofori: situazione inevitabile in allattamento;
  • presenza di piccole lesioni nella zona del capezzolo: le ferite, anche quelle piccole, se non vengono curate subito possono essere veicolo per i batteri non essendo il seno e la bocca del bambino sterili ma abitate da batteri quotidianamente;
  • presenza dell’ingorgo mammario: un ristagno di latte nel seno, che è terreno molto fertile per la crescita di batteri.

Come si manifesta?

La mastite può comparire improvvisamente, anche se alcune condizioni come abbiamo visto la favoriscono.

I sintomi che si manifestano sono principalmente:

  • rossore della mammella;
  • calore e dolore al tatto quando si tocca la mammella;
  • malessere generale (simile ai sintomi influenzali);
  • bruciore e/o dolore continuo durante la poppata, che non si attenua finché il bimbo succhia al seno;
  • febbre (dai 38° in su).

Come si cura la mastite?

Dopo una diagnosi da parte del medico, il trattamento per la cura della mastite prevede l’assunzione di antibiotici, per eliminare la carica batterica che è proliferata, e l’assunzione di anti-infiammatori, per ridurre il dolore.

Ripetiamo che in caso di dubbio di mastite è bene rivolgersi all’ostetrica, che in collaborazione con il medico di base che farà la diagnosi e prescriverà la cura, seguirà la donna per tutto il processo di guarigione.

Ogni cura deve essere prescritta da un medico. Il “fai da te” non è consigliabile.

Si può allattare con la mastite?

Certo! È fondamentale sapere che si può continuare ad allattare, anche se si presenta la mastite.

Farsi seguire da un’ostetrica aiuta in questo in quanto, il dolore, la mancanza di forza, e la stanchezza possono comprensibilmente mettere a dura prova il proseguimento dell’allattamento al seno e le neo-mamme devono essere aiutate e sostenute.

Come si previene la mastite?

La mastite si può prevenire.

È un’infiammazione dovuta a dei batteri, per questo si possono mettere in atto delle accortezze per cercare di evitarla.

Per prevenire l’insorgenza della mastite è consigliabile:

  • che il neonato sia attaccato correttamente al seno durante la poppata: questo evita lesioni come ragadi al capezzolo e irritazione di tutta la zona circostante;
  • che i seni vengano offerti al neonato in maniera alternata: ad una poppata uno e all’altra poppapa l’altro;
  • che durante la poppata i seni vengano svuotati completamente, per evitare l’ingorgo e il ristagno di latte nel seno;
  • un’igiene quotidiana del seno: non bisogna lavare il seno in maniera maniacale, ma è sufficiente una detersione quotidiana se la pelle è integra.

In generale è sempre consigliabile in caso di dubbi/problemi durante l’allattamento di rivolgersi a un professionista sanitario competente come l’ostetrica.

Per dubbi o domande contattaci e prenota una consulenza sull’allattamento.

A presto!